io luca gambini


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Art. 15

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Martedý 20 gennaio 2009
LA NAZIONE
UMBRIA
COMITATO DIRITTI UMANI
"Luca ora merita giustizia"
Altro appello disperato
Gambini morý in Psichiatria: verso l'udienza
di FABRIZIO PALADINO
SAN GIUSTINO - "Giustizia per Luca". All'appello, disperato, dei genitori e dei fratelli di Luca Gambini, scomparso il 30 dicembre del 2007 in circostanze ancora misteriose nel reparto di Psichiatria dell'ospedale di Perugia, si unisce la decisa presa di posizione del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani-Onlus con sede a Milano. L'organismo - a pochi giorni dall'udienza preliminare relativa alla causa che dovrÓ stabilire le responsabilitÓ sul decesso del ventinovenne di San Giustino (fissata per il 5 marzo) - chiede a gran voce il rinvio a giudizio per gli psichiatri << accusati della morte di Luca Gambini >>, evidenziando << l'ennesima dimostrazione dell'inumanitÓ dei reparti psichiatrici e della psichiatria >>. << Sullo psichiatra M.G., la sua collega, A.D.M. oltre agli infermieri E.C., C.G., L.C. e F.P., pende una richiesta di rinvio a giudizio nella causa penale che dovrÓ accertare la veritÓ sulla morte del povero Luca. I capi d'accusa sono omicidio colposo, cooperazione nell'omicidio, negligenza, imperizia e imprudenza. Quello che successe in quelle drammatiche 20 ore - ricorda il Comitato - Ŕ riportato nel dispositivo del Tribunale di Perugia. Da qui emerge chiara l'accusa che nessuno si prese effettivamente cura della persona e che per questa ragione Luca morý >>. << il nostro Comitato Ŕ stato contattato dalla famiglia che non sa darsi pace dell'accaduto. Abbiamo ricevuto diverse telefonate dalla sorella Cristina tutte con una disperata richiesta di aiuto ma con la determinata volontÓ di ottenere giustizia e chi ha sbagliato deve pagare. Non solo per il fatto in sÚ, ma soprattutto per evitare che altre persone subiscano la stessa sorte. Come Comitato, la veritÓ che constatiamo ogni giorno Ŕ che sono cambiati i luoghi, ma non i metodi e medesima Ŕ la totale mancanza di umanitÓ e rispetto. Negli anni '90 fummo artefici di 30 blitz nei residui manicomiali dove documentammo un orrore cosý indicibile da segnare per sempre i nostri ricordi. Eppure nessuno degli psichiatri ed operatori, direttamente responsabili di quella spaventosa condizione in cui versavano le persone rinchiuse, fu mai perseguito dalla legge >>.



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